CITTADINANZA IMPERFETTA
Nella manifestazione del 24 maggio 2008 mi è accaduto un increscioso episodio.
Dalle parti dell’ex esercizio commerciale «Ottica Galeone» sono stato minacciosamente avvicinato da un Cittadino rimastomi sconosciuto che, seccato perché avevamo interrotto il transito del Suo veicolo, si è rivolto contro di me, ma in realtà prendendosela con tutti coloro i quali marciavano per protesta, dicendo che Gli avevamo rotto il c...o con la nostra marcia, che non solo perdevamo il nostro tempo ma che Gli facevamo perdere anche il Suo, eccetera.
Io Gli risposi che invece di lamentarsi contro la nostra protesta avrebbe dovuto partecipare alla marcia perchè la mancanza della fogna era un male per tutti i e che quei cittadini che, pur avendone la possibilità, non protestavano, preferendo attendere gli esiti favorevoli della fatica altrui, erano da considerarsi cittadini imperfetti e dunque parassiti sociali.
Ebbene il suddetto cittadino si sentì offeso dalle miei parole e quasi mi aggredì fisicamente dicendomi che Lui non intendeva perdere tempo a protestare, ma che, nonostante ciò, non avevamo il diritto di chiamarlo parassita.
La discussine si accese abbastanza animatamente.
Ad un certo punto io Gli chiesi cosa avrebbe fatto qualora il sistema fognario fosse entrato in funzione. Costui mi disse, testuale ed in colorito vernacolo, che erano «C…i sua». Al che io mio permisi di di replicare che con ciò si contraddiceva. Ricordo quasi esattamente le parole che gli dissi: «Vede Lei dicendo che saranno «C…i suoi» se allacciarsi o meno alla rete fognaria, ha giustamente affermato una Sua libertà di scelta. Ma, Le faccio notare, che ora questa Sua libertà non esiste. Infatti pur volendo farsi “sti benedetti C…i Sua” non potrebbe in ogni caso farlo. Lei non può decidersi se allacciarsi o meno ad una rete fognaria: non può farlo e basta. Gli s’impedisce, cioè, di farsi “i C…i Sua”. Dunque, se per davvero Lei volesse farsi i “C….i Suoi”, cioè essere libero di decidere, dovrebbe necessariamente partecipare alla protesta perché solo in tal modo Le verrebbe riconosciuta la possibilità di collegarsi alla rete fognaria con ciò ottenendo l’esercizio della Sua libertà di scelta; cioè farsi per davvero i “C…i Suoi”. Non partecipando, Lei si limita solo a subire gli esiti delle scelte altrui; cioè ad accogliere quei “C…i” che altri hanno scelto per Lei». (Molti avranno riconosciuto in questo mio percorso sillogistico una molto spinta volgarizzazione del pensiero del Borghesi per come espresso nel suo bellissimo libro «Il soggetto assente. Educazione e scuola tra memoria e nichilismo», di cui consiglio vivamente la lettura. L’autore, dopo una appassionante digressione antropologica, arriva all’inappuntabile conclusione che i maggiori danni nella Storia dell’Umanità non siano stati procurati dai malvagi ma dai cittadini imperfetti, per l’appunto parassiti sociali.).
Ritornando all’increscioso episodio, ricordo che il suddetto cittadino, sempre sconosciuto, rimase un po’ perplesso. Poi si rimise in auto, bofonchiando qualcosa che il sottoscritto, data la progressiva maggiore distanza, non riuscì a capire.
Peccato. Avrei voluto sapere cosa opponeva a quelle mie estemporanee considerazioni.
Nel caso in cui dovesse leggere questa mia lettera, vorrei tanto che mi rendesse palese la sua risposta che sarei felice di raccogliere purché fosse ragionevole.
Altrimenti, per favore, quando, dal sottoscritto, o da qualcuno di quei cittadini che hanno sottratto tempo ed energie della loro vita per partecipare alle manifestazioni per la fogna, si sentirà chiamare «cittadino imperfetto e dunque parassita sociale» non si inalberi ed accetti questa definizione che Le verrà rivolta. Senza urli e strepiti, ma solo e sempre ragionevolmente.
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